Modern & Contemporary Art Exhibitions in Milan
Discover contemporary and modern art exhibitions in Milan. Our exhibition guide helps you explore museums, galleries, and artist-run spaces showcasing modern and contemporary art. Whether you're an art enthusiast or a curious visitor, stay informed about what's happening in the art scene in Milan.
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On now in Milan
BAUER Press release Galleria Battaglia Bauer
Until 15 Oct 2026

GALLERIA ANTONIO BATTAGLIA
Gallery / art space
- Günter Umberg Elisabeth Vary Villa Pisani Bonetti, Bagnolo di Lonigo Inaugurazione venerdì 26 giugno 2026 Venerdì 26 giugno 2026 inaugura a Villa Pisani Bonetti la mostra che vede come protagonisti Günter Umberg (Bonn, 1942) ed Elisabeth Vary (Colonia, 1940), a cura di Francesca Pola, in cui saranno presentate opere scelte per dialogare con questo capolavoro giovanile dell’architetto Andrea Palladio: un luogo straordinario che mette a confronto la sua identità storica con la creatività contemporanea, offrendo al visitatore inedite coordinate di esperienza. Le opere di Günter Umberg ed Elisabeth Vary si inseriscono con una sensibile progettualità negli spazi della Villa palladiana, instaurando un dialogo suggestivo con la sua ricchezza storica e
Günter Umberg - Elisabeth Vary - Villa Pisani Bonetti
Until 18 Oct 2026

A ARTE INVERNIZZI
Gallery / art space
- Colombo’s Gallery è lieta di presentare GranTour, la nuova personale di 108, che segna anche i dieci anni di collaborazione tra l’artista e la galleria. La mostra riunisce un nucleo di dipinti, sculture, installazioni e lavori su carta che restituiscono l’evoluzione più recente della sua ricerca. Il titolo richiama lo storico viaggio di formazione della tradizione europea diffuso fra il XVII e il XIX secolo. Più che alludere a un itinerario geografico predefinito, GranTour suggerisce un processo di trasformazione continua, nel quale ogni esperienza contribuisce all’evoluzione del linguaggio dell’artista. Le residenze, i periodi di lavoro e gli attraversamenti che hanno scandito gli ultimi anni non diventano il soggetto delle opere: raccontano piuttosto interferenze, influenze e condizioni entro cui una ricerca già avviata, da oltre venticinque anni, continua ad espandersi. Da sempre il lavoro di 108 si sviluppa attraverso un confronto diretto con i luoghi. Non perché questi diventino immagini da rappresentare, ma perché permeano le opere come materia viva: una superficie, una luce, un materiale, un’architettura, un ritmo, la relazione con uno spazio. Ogni contesto, dunque, diventa una condizione di lavoro, contribuendo a modificare lentamente il processo attraverso cui la forma si definisce. Più che nascere da un progetto prestabilito, essa sembra affiorare per concrezioni successive, attraverso l’incontro tra gesto, materia e luogo. Le forme tipiche della produzione di 108 mantengono una continuità sorprendente. Non rappresentano paesaggi, organismi o simboli, pur potendone talvolta evocare la presenza. Sono forme autonome, sviluppate secondo una logica propria, che attraversa pittura, scultura e installazione mantenendo una riconoscibile coerenza. La loro natura rimane volutamente irrisolta: prive di qualsiasi funzione descrittiva, chiedono allo sguardo un tempo di osservazione più lento, quasi contemplativo. Nella loro essenzialità e nella continua oscillazione tra pieno e vuoto, presenza e assenza, sembrano sottrarsi tanto alla rappresentazione quanto alla pura astrazione geometrica, costruendo uno spazio percettivo in cui la forma non illustra un significato, ma lo rende possibile. In GranTour la materia assume un ruolo ancora più centrale. La pittura continua, sicuramente, a rappresentare il nucleo della ricerca, ma dialoga sempre più apertamente con il volume e con lo spazio. Il colore amplia ulteriormente un linguaggio costruito attorno al nero, che rimane la sua struttura portante senza essere totalizzante. Parallelamente, la materia smette di essere un semplice supporto: il legno, la pietra, la carta, la vernice, il rullo o il pennello partecipano attivamente al processo creativo. Le esperienze vissute durante questi anni non vengono illustrate, ma lentamente assorbite. Ciò che rimane non è il racconto di un luogo, bensì la traccia delle interferenze che quei luoghi, quei materiali e quel tempo hanno lasciato sulla forma. In questa prospettiva GranTour trova il suo significato più profondo: non nel viaggio come destinazione, ma nel percorso di una ricerca che continua a trasformarsi senza smettere di riconoscersi.
108 – GranTour
Until 9 Nov 2026

ANTONIO COLOMBO ARTE CONTEMPORANEA
Museum / institution
- La nuova stagione espositiva di Assab One si apre con Immagine immaginaria immaginata, mostra personale di Elena El Asmar, in cui luce, materia e memoria interagiscono dando forma a immagini in continuo divenire. Ci sono il Libano e Milano, l’Oriente e l’Occidente, oggetti, spezie e ricordi che nello studio di Elena si mescolano fino a comporre una geografia personale, reale e insieme immaginata. Poi c’è la luce, elemento essenziale che attraversa la materia e ne altera la percezione. Vetro, tessuto e carta incontrano la luce in modi diversi: la lasciano passare, la trattengono, la frammentano. Le opere affiorano per tracce, trasparenze e sovrapposizioni, in uno spazio incerto tra ciò che appare e ciò che resta. Adelina von Fürstenberg ritrova nei paesaggi della memoria di Elena un’eco del pensiero del mistico persiano Sohrawardî e del suo “Oriente interiore”, un luogo verso cui memoria e immaginazione possono indicare il cammino. Le tre opere in mostra, L’esercizio del lontano, Arioso operoso e i Siparietti, abitano questa distanza tra materia e sguardo, presenza e ricordo, vicino e lontano. L’immagine appare, si trasforma e si sottrae, lasciando a chi guarda lo spazio per continuare a immaginarla. La luce attraversa la materia e, attraversandola, si sottrae. Immagine immaginaria immaginata non nomina un oggetto, ma una condizione. L’immagine nasce in una distanza: tra ciò che appare e ciò che resta, tra la luce e il suo ricordo, tra la materia e lo sguardo. È immaginaria perché non coincide mai con ciò che si vede. La luce, attraversando le cose, si trasforma, ci trasforma e nel momento in cui la si guarda, è già altrove. È immaginata perché prende forma nel fare: in una traccia, in una trasparenza, in una sovrapposizione. L’immagine non viene cercata nel reale, ma lasciata accadere attraverso la materia. Infine è immagine: un’apparizione instabile, che si compie soltanto nello sguardo. Non una forma da trattenere, ma qualcosa che continuamente si sottrae e si ricompone. L’esercizio del lontano, Arioso operoso e i Siparietti si muovono dentro questa stessa distanza. Il vetro lascia passare la luce, il tessuto la trattiene e la trasforma, la carta la attraversa, la frammenta, la lascia affiorare. Ogni opera tenta così di avvicinarsi a qualcosa che non può essere posseduto: un’immagine prima dell’immagine, una presenza che nasce proprio nel suo svanire, nell’atto audace del desiderare. Forse l’immagine esiste soltanto qui, in questo intervallo tra il visibile e il pensato, tra ciò che l’opera mostra e ciò che lo sguardo continua a immaginare.
Immagine Immaginaria Immaginata
Until 28 Nov 2026

ASSAB ONE
Gallery / art space
- La galleria A arte Invernizzi inaugura giovedì 24 settembre 2026 alle ore 18 una nuova mostra personale di Michel Verjux, artista francese con cui ha un rapporto consolidato, avviato nel 2001 in occasione della prima collaborazione. Verjux dal 1983 sviluppa la sua ricerca attraverso gli éclairages, interventi luminosi costituiti da proiezioni di figure geometriche – quadrati, coni, cilindri e altre forme – concepiti in stretta relazione con l’architettura e con le specificità del luogo in cui vengono realizzati. Assumendo la luce come elemento primario del proprio linguaggio, l’artista lavora sull’atto del vedere come luogo dell’incontro con la realtà lasciando aperto lo spazio dell’azione, del pensare, del sentire:
Michel Verjux - Musée Picasso d'Antibes
Until 19 Nov 2026

A ARTE INVERNIZZI
Gallery / art space
Bertrand Loubé – The Cut-Outs
Until 9 Nov 2026

ANTONIO COLOMBO ARTE CONTEMPORANEA
Museum / institution
Coming soon in Milan
Art Fairs and Exhibitions
26 Nov 2026 – 29 Jan 2027

10 A.M. ART
Gallery / art space
Past Exhibitions
Recent past exhibitions
- Dal 5 giugno al 3 ottobre 2026, a sette anni di distanza dall’ultima mostra dell’artista in galleria, BUILDING GALLERY presenta Vincenzo Castella. Timeless Archaeology, un’ampia personale a cura di Marco Scotini. La mostra, che si snoda nei tre piani espositivi di BUILDING GALLERY, riunisce per la prima volta un corpus omogeneo di circa sessanta opere fotografiche di grande e medio formato, offrendo una lettura organica e stratificata della ricerca che l’artista conduce dagli anni Ottanta a oggi sul paesaggio industriale. Attraverso una selezione di lavori in larga parte inedita, che attraversa quattro decenni di attività, l’esposizione restituisce la continuità e la peculiarità della ricerca di Castella, indagando i
Vincenzo Castella. Timeless Archaeology
Ended 3 Oct 2026
BUILDING
- The Italian-Brazilian artist Giulia Mangoni (Isola del Liri, 1991) develops a body of research that intersects painting, memory, and territorial belonging. Conceived as a layered journey through practices, imaginaries, and ontologies of the living, this first museum monograph unfolds across the entire museum as a sequence of environments in which different systems — artisanal, symbolic, natural, and industrial — emerge as interdependent strata of a single, complex reality. Rather than organizing themes, the project constructs an apparatus in which images, materials, and relationships settle and transform over time, activating a reading of the present as a field crossed by tensions and continuities. Giulia Mangoni’s painting does not simply represent landscape, nor does it narrate a territory or document a cultural geography. Rather, it destabilizes the very idea of landscape as an observable surface, restoring to the visible its stratified, ambiguous, processual nature. Each work presents itself as a form of emergence: something surfaces, but what emerges always carries with it the pressure of what remains submerged. It is from this tension that Stratigraphies of the Living arises — an exhibition that does not simply aim to order a body of work, but to make legible its deeper method: a way of relating to reality grounded in listening, permanence, and sedimentation, while also cultivating a dialogue with works from the Museum’s permanent collection. Stratigraphies of the Living adopts a “geological” conception of experience, in which different temporal levels coexist and mutually influence one another, evoking a vision of the world as a process in continual becoming. The exhibition thus offers a reflection on the living, understood not as a collection of separate elements, but as a complex network of relationships traversed by memories, survivals, and transformations. Painting thus becomes an active surface of translation: a site where gestures, knowledge, and narratives are reworked, transposed, and at times misaligned, giving shape to new visual configurations. Rather than representing the world, Mangoni’s work interrogates its very conditions of possibility, insisting on the need to rethink the relationship between the human, the animal, the vegetal, and the symbolic. Religious iconographies, reread through a contemporary sensibility, intertwine with material culture and with the ritual dimension of landscape, generating a hybrid vocabulary in which the sacred emerges as a latent and persistent form. In this shift, the image becomes a site of survival and metamorphosis, where past and present coexist in a simultaneity without hierarchy. Stefano Raimondi
Stratigrafie del vivente
Ended 27 Sept 2026
ARTNOBLE GALLERY
Helga Philipp. Spaces of Movement
Ended 20 Sept 2026
10 A.M. ART
Helga Philipp. Spaces of Motion
Ended 20 Sept 2026
10 A.M. ART
- La mostra “Mario Raciti. Opere 1952-2025” aperta dal 1°luglio al 20 settembre 2026 al primo piano di Palazzo Reale, intende ripercorrere
Mario Raciti. Opere 1952-2025
Ended 20 Sept 2026
GALLERIA ANTONIO BATTAGLIA
- La mostra personale di Max Rohr alla Colombo’s gallery di Milano, dal titolo Somewhere/Sometime, segna un ritorno importante per il pittore di Bolzano, attivo dalla fine degli anni ’80. Dopo alcuni anni di ritiro volontario dall’intensa attività espositiva, Rohr presenta una nuova produzione composta da opere su tela e su carta. Il ciclo più recente, realizzato indicativamente tra il 2024 e il 2026 ed esposto qui per la prima volta, comprende ventuno dipinti di vario formato e una serie di lavori su carta in disegno a tecnica mista. Queste opere sono messe in dialogo con altre provenienti da cicli precedenti, al fine di evidenziare continuità ed evoluzione di una ricerca tra le più originali nel panorama pittorico italiano contemporaneo. Le ambientazioni delle opere recenti sono caratterizzate da paesaggi naturali e montani in cui il colore terso e il disegno netto, uniti a una luce diffusa, collocano le scene in una dimensione a-storica, sospesa e quasi al limite della narrazione fiabesca. I soggetti — adolescenti o giovani figure che in alcuni casi si ibridano — sono colti in momenti di intensa concentrazione interiore, in uno stato che può evocare una rivelazione mistica ma che sembra piuttosto legato alla ricerca di trovare il giusto equilibrio tra il loro essere e l’occupare quello specifico paesaggio di pace tentando di creare un giusto confronto con le memorie delle generazioni che li hanno preceduti. Questo confronto si costruisce anche attraverso elementi ricorrenti come le mani, che spesso si moltiplicano, che suggeriscono il rapporto con altre presenze, e la casa, che appare in trasparenza nei corpi come segno di radicamento, memoria e possibile ritorno.
Max Rohr – Somewhere/Sometime
Ended 10 Sept 2026
ANTONIO COLOMBO ARTE CONTEMPORANEA
Runtime
Ended 18 Jul 2026
BANQUET