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by Art Now Database

Milan

ASSAB ONE

On now

  • La nuova stagione espositiva di Assab One si apre con Immagine immaginaria immaginata, mostra personale di Elena El Asmar, in cui luce, materia e memoria interagiscono dando forma a immagini in continuo divenire. Ci sono il Libano e Milano, l’Oriente e l’Occidente, oggetti, spezie e ricordi che nello studio di Elena si mescolano fino a comporre una geografia personale, reale e insieme immaginata. Poi c’è la luce, elemento essenziale che attraversa la materia e ne altera la percezione. Vetro, tessuto e carta incontrano la luce in modi diversi: la lasciano passare, la trattengono, la frammentano. Le opere affiorano per tracce, trasparenze e sovrapposizioni, in uno spazio incerto tra ciò che appare e ciò che resta. Adelina von Fürstenberg ritrova nei paesaggi della memoria di Elena un’eco del pensiero del mistico persiano Sohrawardî e del suo “Oriente interiore”, un luogo verso cui memoria e immaginazione possono indicare il cammino. Le tre opere in mostra, L’esercizio del lontano, Arioso operoso e i Siparietti, abitano questa distanza tra materia e sguardo, presenza e ricordo, vicino e lontano. L’immagine appare, si trasforma e si sottrae, lasciando a chi guarda lo spazio per continuare a immaginarla. La luce attraversa la materia e, attraversandola, si sottrae. Immagine immaginaria immaginata non nomina un oggetto, ma una condizione. L’immagine nasce in una distanza: tra ciò che appare e ciò che resta, tra la luce e il suo ricordo, tra la materia e lo sguardo. È immaginaria perché non coincide mai con ciò che si vede. La luce, attraversando le cose, si trasforma, ci trasforma e nel momento in cui la si guarda, è già altrove. È immaginata perché prende forma nel fare: in una traccia, in una trasparenza, in una sovrapposizione. L’immagine non viene cercata nel reale, ma lasciata accadere attraverso la materia. Infine è immagine: un’apparizione instabile, che si compie soltanto nello sguardo. Non una forma da trattenere, ma qualcosa che continuamente si sottrae e si ricompone. L’esercizio del lontano, Arioso operoso e i Siparietti si muovono dentro questa stessa distanza. Il vetro lascia passare la luce, il tessuto la trattiene e la trasforma, la carta la attraversa, la frammenta, la lascia affiorare. Ogni opera tenta così di avvicinarsi a qualcosa che non può essere posseduto: un’immagine prima dell’immagine, una presenza che nasce proprio nel suo svanire, nell’atto audace del desiderare. Forse l’immagine esiste soltanto qui, in questo intervallo tra il visibile e il pensato, tra ciò che l’opera mostra e ciò che lo sguardo continua a immaginare.
    Description

    Immagine Immaginaria Immaginata

    Until 28 Nov 2026

    Immagine Immaginaria Immaginata at ASSAB ONE, Milan