Milan
ANTONIO COLOMBO ARTE CONTEMPORANEA
On now
- Colombo’s Gallery è lieta di presentare GranTour, la nuova personale di 108, che segna anche i dieci anni di collaborazione tra l’artista e la galleria. La mostra riunisce un nucleo di dipinti, sculture, installazioni e lavori su carta che restituiscono l’evoluzione più recente della sua ricerca. Il titolo richiama lo storico viaggio di formazione della tradizione europea diffuso fra il XVII e il XIX secolo. Più che alludere a un itinerario geografico predefinito, GranTour suggerisce un processo di trasformazione continua, nel quale ogni esperienza contribuisce all’evoluzione del linguaggio dell’artista. Le residenze, i periodi di lavoro e gli attraversamenti che hanno scandito gli ultimi anni non diventano il soggetto delle opere: raccontano piuttosto interferenze, influenze e condizioni entro cui una ricerca già avviata, da oltre venticinque anni, continua ad espandersi. Da sempre il lavoro di 108 si sviluppa attraverso un confronto diretto con i luoghi. Non perché questi diventino immagini da rappresentare, ma perché permeano le opere come materia viva: una superficie, una luce, un materiale, un’architettura, un ritmo, la relazione con uno spazio. Ogni contesto, dunque, diventa una condizione di lavoro, contribuendo a modificare lentamente il processo attraverso cui la forma si definisce. Più che nascere da un progetto prestabilito, essa sembra affiorare per concrezioni successive, attraverso l’incontro tra gesto, materia e luogo. Le forme tipiche della produzione di 108 mantengono una continuità sorprendente. Non rappresentano paesaggi, organismi o simboli, pur potendone talvolta evocare la presenza. Sono forme autonome, sviluppate secondo una logica propria, che attraversa pittura, scultura e installazione mantenendo una riconoscibile coerenza. La loro natura rimane volutamente irrisolta: prive di qualsiasi funzione descrittiva, chiedono allo sguardo un tempo di osservazione più lento, quasi contemplativo. Nella loro essenzialità e nella continua oscillazione tra pieno e vuoto, presenza e assenza, sembrano sottrarsi tanto alla rappresentazione quanto alla pura astrazione geometrica, costruendo uno spazio percettivo in cui la forma non illustra un significato, ma lo rende possibile. In GranTour la materia assume un ruolo ancora più centrale. La pittura continua, sicuramente, a rappresentare il nucleo della ricerca, ma dialoga sempre più apertamente con il volume e con lo spazio. Il colore amplia ulteriormente un linguaggio costruito attorno al nero, che rimane la sua struttura portante senza essere totalizzante. Parallelamente, la materia smette di essere un semplice supporto: il legno, la pietra, la carta, la vernice, il rullo o il pennello partecipano attivamente al processo creativo. Le esperienze vissute durante questi anni non vengono illustrate, ma lentamente assorbite. Ciò che rimane non è il racconto di un luogo, bensì la traccia delle interferenze che quei luoghi, quei materiali e quel tempo hanno lasciato sulla forma. In questa prospettiva GranTour trova il suo significato più profondo: non nel viaggio come destinazione, ma nel percorso di una ricerca che continua a trasformarsi senza smettere di riconoscersi.Description
108 – GranTour
Until 9 Nov 2026

Bertrand Loubé – The Cut-Outs
Until 9 Nov 2026

Recent past exhibitions
- La mostra personale di Max Rohr alla Colombo’s gallery di Milano, dal titolo Somewhere/Sometime, segna un ritorno importante per il pittore di Bolzano, attivo dalla fine degli anni ’80. Dopo alcuni anni di ritiro volontario dall’intensa attività espositiva, Rohr presenta una nuova produzione composta da opere su tela e su carta. Il ciclo più recente, realizzato indicativamente tra il 2024 e il 2026 ed esposto qui per la prima volta, comprende ventuno dipinti di vario formato e una serie di lavori su carta in disegno a tecnica mista. Queste opere sono messe in dialogo con altre provenienti da cicli precedenti, al fine di evidenziare continuità ed evoluzione di una ricerca tra le più originali nel panorama pittorico italiano contemporaneo. Le ambientazioni delle opere recenti sono caratterizzate da paesaggi naturali e montani in cui il colore terso e il disegno netto, uniti a una luce diffusa, collocano le scene in una dimensione a-storica, sospesa e quasi al limite della narrazione fiabesca. I soggetti — adolescenti o giovani figure che in alcuni casi si ibridano — sono colti in momenti di intensa concentrazione interiore, in uno stato che può evocare una rivelazione mistica ma che sembra piuttosto legato alla ricerca di trovare il giusto equilibrio tra il loro essere e l’occupare quello specifico paesaggio di pace tentando di creare un giusto confronto con le memorie delle generazioni che li hanno preceduti. Questo confronto si costruisce anche attraverso elementi ricorrenti come le mani, che spesso si moltiplicano, che suggeriscono il rapporto con altre presenze, e la casa, che appare in trasparenza nei corpi come segno di radicamento, memoria e possibile ritorno.Description
Max Rohr – Somewhere/Sometime
Ended 10 Sept 2026
- La galleria di Antonio Colombo, dopo trent’anni di attività, ha deciso di cambiare identità visiva con un nuovo logo, un nuovo nome e un nuovo ciclo di collaborazioni. Il 26 febbraio 2026 apre quindi la prima mostra della nuova Colombo’s gallery, che è lieta di presentare Dis-sequenze liminali, mostra personale di Dario Maglionico, a cura di Arianna Baldoni. L’esposizione, settima nel ciclo di collaborazioni con Colombo’s gallery, nasce dall’opera selezionata tra le finaliste al 24° Premio Cairo, titolata Reificazione #95, e riunisce una serie di lavori recenti che si sviluppano proprio a partire da essa. Valicare la linearità del tempo significa accedere ad una dimensione relativa all’istante, dove passato, presente e futuro coesistono in una trama di sincronicità, memorie e proiezioni mentali. È in questo spazio sospeso che si colloca la ricerca pittorica di Dario Maglionico, da anni impegnato nell’esplorazione di realtà multiple, flussi psichici e paesaggi interiori. Le opere di Maglionico nascono dall’elaborazione di ricordi e visualizzazioni mentali, inizialmente riformulate attraverso modelli digitali degli ambienti e successivamente trasposte sulla tela mediante una pittura minuziosa, tesa ad un sincero avvicinamento al vero. Gli scenari sono prevalentemente interni domestici, abitati da figure solitarie, talvolta evanescenti, colte in azioni differenti che si svolgono simultaneamente in un tempo non lineare, dove — per usare le parole di T. S. Eliot in Burnt Norton — «il tempo presente e il tempo passato sono forse entrambi presenti nel tempo futuro». Le stanze di Maglionico diventano dispositivi di sovrapposizione spazio-temporale, luoghi in cui i punti di vista si moltiplicano e la percezione si fa instabile. Le inquadrature prospettiche ribaltate, le sequenze incongrue e gli slittamenti visivi generano ambienti onirici che, pur aderendo a un rigoroso impianto progettuale, alludono ad una realtà che sfugge al sistema cognitivo ordinario. Il nuovo ciclo di lavori di Maglionico ruota intorno ad una singola stanza, dove muta il quadro prospettico e si ribalta il punto di vista, in un continuo loop spaziale. Figure femminili, oggetti quotidiani, presenze simboliche, spazi surreali, soglie, filtri e stratificazioni. Questi elementi tornano nel lavoro di Maglionico quasi fossero suggestioni di entità primordiali o embrioni di universi futuri. L’oscurità avvolge le opere, interrotta da barlumi e scintille che il tessuto pittorico accentua nel contrasto tra i profili in primo piano e la densità dello sfondo. In riferimento all’uso della luce, Ivan Quaroni ha osservato come la pittura di Maglionico diventi «più intellegibile e seducente, senza peraltro perdere quel senso di sospensione onirica che è, fin dall’inizio, uno dei segni distintivi del suo stile».Description
Dario Maglionico – Dis-sequenze liminali
Ended 3 Apr 2026
- La galleria di Antonio Colombo, dopo trent’anni di attività, ha deciso di cambiare identità visiva con un nuovo logo, un nuovo nome e un nuovo website. Il 26 febbraio 2026 apre quindi la prima mostra di Colombo’s gallery, che è lieta di presentare titolo, mostra personale di Bruce Lee Webb (7 agosto 1966, Waxahachie, Texas) nella Project Room della galleria, a cura di Antonio Colombo. L’idea di esporre nella Magic Bus Project Room il lavoro di Webb conferma l’attitudine di Antonio Colombo che spesso inserisce la sua passione per la musica nelle mostre proposte, una scelta condivisa con l’amico d’avventure e critico d’arte Luca Beatrice, con cui aveva introdotto Bruce Lee Webb in galleria. È così che il Texas dei viaggiatori e degli scrittori migranti e la poetica di frontiera riaffiorano, la cultura hobo, la musica di Austen e i colori di Santa Fe e del New Mexico si fanno meno distanti, più intensi e di certo reali. Le opere di Bruce Lee Webb sono un fedele registro imbevuto delle passioni e degli interessi dell’artista. Linee marcate e testi di significato impressi su vecchi sacchi di sementi percorrono la strada meno battuta, e si avvicinano alla tradizione e all’arte popolare del Sud degli Stati Uniti. I tratti pittorici apparentemente semplici, simili ad annotazioni di un diario, raccontano di un’autenticità viscerale, che ricorda la corsa di un cavallo selvaggio di Cormac McCarthy. I personaggi che Webb racconta sono tesori e ispirazioni essenziali per la realizzazione dell’opera stessa. La musica blues, folk, country e zydeco, centrale nel lavoro dell’artista, traspira e trasforma ogni tela in racconto.Description
Bruce Lee Webb – Curtains on a gravel road
Ended 3 Apr 2026